Normanni e Svevi

Una volta cominciato il declino del governo arabo, intorno al XI secolo, la Sicilia viene presa d’assalto da pirati di varie nazionalità, I normanni sbarcarono in forze a Palermo, rompendo la catena che fortificava il porto. Ad approfittarne saranno i Pisani che finalmente riusciranno a depredare la città e a fare abbastanza bottino da utilizzare per costruire il loro duomo.

Nel 1072 Ruggero e Roberto il Guiscardo riuscirono a conquistare Palermo dopo cinque mesi d’assedio. Entro una ventina d’anni l’intera Sicilia sarà nelle mani dei principi normanni, che si spartiranno l’intera isola introducendovi il regime feudale.

Palermo rimarrà comunque una città fiorente anche con i nuovi dominatori, nonostante i normanni abbatterono le numerosissime moschee. I normanni comunque, così come fecero gli arabi, mantennero ottimi rapporti con i vinti, tant’è che, consapevoli della superiorità culturale dei precedenti dominatori, affidarono ad architetti e maestranze arabe la costruzione dei propri palazzi, chiese e monumenti. Nasce in questo modo uno stile unico, l’arabo-normanno, che la farà da padrone in città.

E’ proprio in questo periodo che viene edificata la Cappella Palatina all’interno del palazzo reale, o anche la cattedrale di Palermo ed il duomo di Monreale.
La cattedrale di Palermo sorge attualmente nel luogo in cui in precedenza vi era locata una grande moschea (le cui dimensioni erano circa il doppio dell’attuale cattedrale); tracce della precedente moschea possono essere trovate nella cattedrale, in particolari come la prima colonna del porticato esterno dove, probabilmente caso unico per una chiesa cristiana, vi è incisa la prima pagina del corano.

Fino a che il re normanno è Ruggero II, il governo della città è ben saldo, ma alla sua morte comincia a sfaldarsi per colpa della nobiltà feudale, ed a Guglielmo II non resta che ereditare un regno ormai compromesso.

La dinastia dei normanni rimane praticamente senza eredi nel momento di massima espansione del Sacro Romano Impero germanico.
Arrigo VI, figlio di Federico Barbarossa sposa Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero II. Morto Guglielmo, Arrigo scese in Sicilia a reclamare il regno, ma morirà ancora giovane pochi anni dopo.

Alla sua morte in Sicilia l’impero comincia a vacillare ed acquista sempre maggior potere il papato .

Federico II, futuro Imperatore, nonostante sia sotto la tutela papale, cresce nella corte palermitana, in un clima cosmopolita che influenzerà fortemente la sua crescita culturale.

Nonostante la stretta pressione del papa, rimane fedele ai propri antenati e lotta per il ripristino dell’impero; combatte contro il papato e tiene a bada la nobiltà ribelle.
Federico era per l’epoca una mente illuminata, curiosa e bramosa di sapere e conoscenza, tant’è che lo stesso Federico verrà soprannominato Stupor Mundi; sotto il suo dominio, Palermo diventa, infatti, la più importante capitale culturale europea: alla sua corte giungono da tutta europa e trovano asilo gli spiriti più illuminati del periodo; fiorisce la scuola poetica siciliana, che tanta influenza avrà sugli stilnovisti fiorentini.

Il clima di magnificenza di Palermo avrà una brusca fine alla morte dell’imperatore nel 1250. Ben presto la città, una volta mancato il giovane sovrano, perderà il suo importante ruolo nel mediterraneo, ed il papato per evitare nuovi propositi di restaurazione imperiale, darà il via libera al dominio Angioino dell’isola.

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