Angioini e Aragonesi

A sancire il definitivo declino della dinastia Sveva e con essa i propositi di restaurazione imperiale, sarà il dominio Angioino nell’isola, fortemente voluto dal papato.
Carlo D’Angiò, una volta battuto Manfredi, discendente di Federico II, governerà prepotentemente l’isola ed umilierà Palermo, accelerandone la decadenza, spostando la capitale del regno dal capoluogo siculo a Napoli.

Il popolo, stanco dei continui soprusi da parte francese, caccerà gli invasori nel 1282, nella famose giornate dei Vespri Siciliani.
I nobili però, preoccupati dalla piega che potrebbe prendere la rivolta popolare, invocano l’aiuto dei regnanti aragonesi pur di mantenere i propri privilegi. La guerra del Vespro (1282-1302) vedrà vincitori proprio questi ultimi e sancirà la definitiva frattura della sicila dal resto del mezzogiorno d’Italia, ancora in mano angioina.

L’isola è ormai definitivamente nell’orbita del reame spagnolo, dapprima come regno vassallo ed in seguito come regno diretto degli Aragonesi.

Alla nobiltà locale, il dominio feudale aragonese consente di mantenere inalterati una lunga serie di privilegi; di conseguenza i nobili siciliani stroncheranno ogni minimo tentativo di rivolta in favore dell’indipendenza dell’isola.

La Sicilia perde sempre più importanza nel mediterraneo, diventando un mero mercato d’importazione; gli Aragonesi latitano nel governo dell’isola e la nobiltà locale ne approfitta per imporre il proprio dominio.

Palermo è per oltre un secolo signoria dei Chiaramonte, che riescono a tenere a bada la nobiltà spagnola e a sfidare il potere regio. Ma alla fine, i Chiaramonte verranno sconfitti dagli Spagnoli, che imporranno il loro dominio diretto sull’isola inviando i propri vicerè ad amministrarla.

One Response to “Angioini e Aragonesi”

  1. PORCASI GAETANO ha scritto:

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